Sincope: la perdita improvvisa di coscienza
  Dott. Gabriele Bronzetti
  cardiologia

Sincope: la perdita improvvisa di coscienza

La sincope è una perdita improvvisa e transitoria della coscienza con caduta a terra (causa il 3-5% degli eccesi al pronto soccorso e l’1% dei ricoveri in ospedale). La sua incidenza aumenta con l’età, con una lieve predominanza femminile per le forme benigne e giovanili ed a prevalenza maschile per le forme cardiache e senili.
Si tratta di un sintomo allarmante perché può simulare un arresto cardiaco, ma è molto spesso benigno e auto-limitato. Sincope e arresto cardiaco sono due entità distinte, ma fino a prova contraria anche la prima può essere considerata un arresto cardiaco. Solo studiando come si presenta e dopo opportuni esami strumentali, i medici potranno stabilire se si tratta di una forma benigna o maligna. In circa un terzo dei pazienti gli episodi sincopali potrebbero causare traumi o fratture e le recidive sono psicologicamente impegnative. Va comunque distinta da vertigini e da lipotimie (presincopi), forme iniziali della patologia in cui non esiste una perdita di coscienza.

I tipi di sincope
Determinare la causa della sincope è importante per motivi prognostici e terapeutici. La forma più comune è quella chiamata vasovagale che deriva da un disequilibrio del sistema nervoso vegetativo. Questo si distingue in sistema nervoso simpatico (“l’acceleratore”, che alza pressione e frequenza cardiaca nei momenti di stress ed esercizio) e sistema nervoso parasimpatico (il “freno”, che abbassa pressione e frequenza cardiaca nei momenti di riposo). Il nervo vago fa parte di questo sistema.
In diverse situazioni (emozioni, dolore, punture, presenza di folla, caldo, insufficienza venosa deglia arti inferiori ecc.) partono stimoli che innescando una serie di reazioni, finiscono col far funzionare troppo il parasimpatico e il nervo vago, cui segue una brusca “frenata” e dunque il classico svenimento vagale.
Altre sincopi riflesse sono quelle situazionali (tosse, starnuto, defecazione, dolore viscerale, risate, strumenti a fiato, sollevamento pesi), oppure da ipersensibilità del seno carotideo, tipica dell’anziano (svenimento durante la rasatura o per colletti stretti). Seguono quelle da bassa pressione o ipotensione ortostatica. In ultimo chiudono il cerchio le sincopi cardiache, quelle a prognosi più severa, che si distinguono in:

  • aritmiche (possono colpire a cuore normale);
  • strutturali (per cardiomiopatie o valvulopatie, malattie del pericardio, ecc.).

In età pediatrica-giovanile la forma più comune è la vasovagale (61-80%), seguita da quella a causa neurologico-neuropsichiatrica (11-19%) e dalla sincope cardiaca (6-11,5%). L’eziologia rimane indeterminata nel 15-20% dei casi.


Attenzione ai segni premonitori L’anamnesi, la visita e l’elettrocardiogramma (ECG) spesso consentono di ottenere informazioni utili per fare una diagnosi corretta. I campanelli d’allarme che dovrebbero far sospettare una “perdita di coscienza” grave sono pochi, ma vanno cercati scrupolosamente:

  • la sincope durante sforzo preceduta o no da cardiopalmo inteso come sensazione di battito strano;
  • la sincope in posizione supina.


Lo svenimento vasovagale, quello più benigno, può capitare in molte circostanze (a scuola, in chiesa, in luoghi affollati), ma mai mentre si corre o si è già stesi. In queste due situazioni bisognerebbe sospettare un’aritmia o una coronaropatia. La storia familiare, inoltre, può condurre alla scoperta di situazioni benigne (anche il semplice svenimento per la vista del sangue può essere ereditario) o di condizioni genetiche importanti: cardiomiopatie, malattie neuromuscolari, sindrome da morte improvvisa del lattante (Sudden Infant Death Syndrome), cardiopatie congenite.


Piccole precauzioni
Nella maggior parte dei casi non serve terapia. È importante che il paziente riconosca i segni premonitori della sincope per evitare traumi da caduta e adottare precauzioni come:

  • fare i prelievi del sangue da stesi;
  • evitare di stare a lungo in piedi in luoghi caldi;
  • fare il bagno sempre accompagnati.


A volte bastano attenzioni dietetiche, come bere di più e mangiare poco e spesso oppure cambiare un farmaco che può dare bradicardia e ipotensione. Nei casi di insufficienza venosa è consigliato utilizzare calze compressive graduate. Se invece viene individuata una cardiopatia, la cura potrà essere specifica, dal farmaco fino al pacemaker.