Afte orali: impariamo a conoscerle
  Dott. Enzo Di Iorio
  medicina

Afte orali: impariamo a conoscerle

Con il termine "afta" si vuole intendere una lesione ulcerativa della mucosa del cavo orale.

La mucosa orale

La mucosa orale è rivestita da un epitelio pavimentoso stratificato, non cheratinizzato, che diviene cheratinizzato a livello di dorso linguale, palato duro e gengiva aderente.

È definito stratificato poiché i cheratinociti (la popolazione cellulare prevalente dell’epitelio) si dispongono in più strati sovrapposti. Negli strati profondi tali cellule sono di forma cubica o cilindrica, mentre negli strati più superficiali assumono una forma appiattita (forma dalla quale deriva la definizione pavimentoso dell’epitelio orale).

L’epitelio non cheratinizzato è costituito da 5-10 ordini di cellule disposte in tre strati: basale, intermedio e superficiale. Al di sotto dell’epitelio (separato da questo attraverso una membrana basale) è presente del connettivo organizzato a formare una struttura definita lamina propria.

Come si presenta e quando si forma l’afta

Una ulcerazione (e l’afta come abbiamo detto è appunto una ulcerazione) è una perdita di sostanza che coinvolge l’epitelio e parte del sottostante connettivo della lamina propria.

L’afta appare come una piccola perdita di sostanza della mucosa orale: i margini sono netti e regolari, non rilevati né induriti alla palpazione, il fondo appare bianco-giallastro in quanto ricoperto di fibrina e la mucosa circostante la lesione appare eritematosa.

L’afta classicamente rappresenta la lesione elementare di una condizione clinica molto comune (colpisce il 25% della popolazione) conosciuta come Stomatite Aftosa Ricorrente (SAR).

L’aggettivo ricorrente fa ben intendere come queste ulcerazioni tornino a manifestarsi con una certa periodicità nel medesimo individuo e, in particolare modo, nei periodi di maggior stress psico-fisico come, ad esempio, quello che si realizza nei periodi di freddo intenso, o per prolungata esposizione alle radiazioni solari, nelle alterazioni ormonali (ciclo mestruale, ad esempio), in concomitanza di terapie antibiotiche, durante una convalescenza, quando l’organismo è debilitato, ecc.

Perché si formano

La patogenesi della Stomatite Aftosa Ricorrente ancora oggi non è completamente nota. Sappiamo che le afte sono dovute ad una reazione autoimmunitaria diretta contro componenti della mucosa orale; reazione autoimmunitaria che si realizza quando l’organismo è sottoposto ad uno stress psico-fisico, ma nel determinismo dell’ulcera aftosica sono stati chiamati in causa anche fattori genetici e ambientali, quali ad esempio, i traumi orali, le infezioni, le allergie, i deficit vitaminici o quelli alimentari.

Come classificare le afte

Le afte non sono in alcun modo infettive e sono suddivisibili a seconda delle caratteristiche cliniche in minor, major ed erpetiformi.

  • La forma minor è quella più comune ed è caratterizzata da lesioni più piccole di un centimentro che si localizzano preferenzialmente nei settori di mucosa orale non cheratinizzata, come quella presente nel vestibolo orale, nel pavimento orale e nella mucosa labiale. La guarigione è spontanea e avviene con restituito ad integrum dei tessuti entro un paio di settimane dall’esordio.
  • Nell’aftosi major, le ulcere possono raggiungere e superare il centimetro di diametro, guariscono in tempi più lunghi e spesso lasciano una cicatrice. La mucosa interessata è in genere quella del palato o del dorso linguale.
  • Nella forma erpetiforme le ulcerazioni sono puntiformi e più frequenti in età adulta e nel sesso femminile.

I sintomi principali

Il sintomo dominante è rappresentato dal dolore che si accentua con l’assunzione di cibi speziati o caldi, così come con il traumatismo dovuto alla masticazione dei cibi più duri.

Quando le ulcerazioni si localizzano nei settori più posteriori del cavo orale, interessando, ad esempio, i margini laterali della lingua, possono causare dolore alla deglutizione. In questo caso il paziente può erroneamente attribuire il sintomo a una tonsillite o ad una faringite.

Attenzione anche alla presenza di altri sintomi

Benché generalmente l’ulcera aftosica sia espressione della condizione clinica innocua ed autolimitantesi (cioè in grado di andare incontro a risoluzione spontanea) che abbiamo descritto (la SAR), in alcuni casi essa può rappresentare l’elemento di un quadro sindromico più ampio, è il caso, ad esempio, della sindrome di Bechet in cui la comparsa di afte orali si accompagna ad ulcerazioni delle mucose genitali e manifestazioni oculari (uveiti, neuriti ottiche, trombosi retiniche).

Le afte orali, inoltre, in alcuni casi, possono associarsi a patologie infiammatorie gastrointestinali quali il Morbo di Crohn o la Retto Colite Ulcerosa o ancora alla Celiachia. Particolare attenzione dunque a quelle forme di stomatite aftosa che ricorrono con estrema frequenza e si associano a sintomi gastrointestinali quali diarrea, dolori addominali o dimagrimento, in tali casi potrebbe essere opportuno un approfondimento diagnostico.

I trattamenti per ridurre la sintomatologia

Le afte normalmente vanno incontro a risoluzione spontanea in un paio di settimane, anche senza nessun trattamento e quasi sempre senza lasciar alcun segno.

Il trattamento ha il solo scopo di ridurre la sintomatologia e, talvolta, abbreviare il decorso delle lesioni.

Si possono utilizzare preparati per uso topico a base di corticosteroidi, a base di aloe, a base di sodio jaluronato e aminoacidi o formulazioni antisettiche che evitano la sovrainfezione della mucosa lesionata.

Ottimi risultati si ottengono anche trattando le afte con il laser diodo che ha una eccezionale azione antalgica e biostimolante dei tessuti: il risultato è un netto miglioramento del discomfort, che sempre accompagna questa condizione clinica, e una drastica riduzione dei tempi di guarigione.

Testo raccolto da Marina Dall’Olio